La settima tecnologia

Cloud Computing

Il cloud computing è stato indicato insieme all’IIoT come una delle tecnologie chiave per il futuro, in grado di ridisegnare molti aspetti sia del business che della vita quotidiana, la definizione di Cloud Computing, citando il NIST, è “a model for enabling convenient, on-demand network access to a shared pool of configurable computing resources (e.g., networks, servers, storage, applications, and services) that can be rapidly provisioned and released with minimal management effort or service provider interaction. This cloud model promotes availability and is composed of five essential characteristics, three service models, and four deployment models”, ovvero, in sostanza, il cloud computing è un modello che abilita l’accesso, su richiesta, di un set di risorse condivise che possono essere fornite in tempi rapidi e con uno sforzo minimo.

Nello stesso documento vengono esplicitate le caratteristiche, i modelli e le tipologie esistenti di Cloud Computing.

Le cinque caratteristiche fondamentali sono:

1. On demand e Self-service: un cliente deve essere in grado di richiedere una risorsa quando vuole in maniera automatica senza intervento di un essere umano

2. Broad network access: le funzionalità sono accessibili attraverso la rete utilizzando un qualsiasi dispositivo di uso comune (pc, tablet, telefono…)

3. Resource pooling: le risorse fornite dal provider sono condivise e messe a disposizione dei consumatori, le risorse fisiche e virtuali vengono assegnate e riassegnate in maniera dinamica a seconda dalla richiesta/rilascio delle stesse da parte dei clienti. Tra i servizi possiamo trovare archiviazione, elaborazione, memoria, larghezza di banda di rete e macchine virtuali.

4. Rapid elasticity: i servizi devono essere erogati in maniera rapida e elastica, possibilmente in maniera automatica. Deve essere possibile scalare verso l’alto o il basso, dal punto di vista del consumatore le risorse devono sembrare infinite e con la possibilità di essere acquistate in qualsiasi momento in qualsiasi quantità.

5. Measured Service: i servizi devono essere in grado di misurare automaticamente (e agire di conseguenza) i livelli di richiesta e impiego dei servizi, devono cioè operare una continua ottimizzazione delle risorse impiegate.

 

I servizi cloud sono erogati in tre modalità differenti, spesso si parla di stack del Cloud Computing:

1. Cloud Software as a Service (SaaS): viene fornito un software utilizzabile tramite una connessione ad internet e a un terminale, è il servizio più “semplice” ed è quello che offre minori possibilità di customizzazione (l’utente può, al più, variare solo alcuni parametri). Deve essere fornito con un’adeguata (e semplice) interfaccia utente. Il consumatore non gestisce nè controlla l'infrastruttura sottostante, inclusi: rete, server, sistemi operativi, archiviazione.

2. Cloud Platform as a Service (PaaS): viene fornito al cliente un adatto ambiente di sviluppo con cui poter realizzare un proprio software, è la piattaforma che si occupa anche della diffusione e della distribuzione del software. In questo modo il cliente non deve preoccuparsi della configurazione o della gestione dell'infrastruttura di server sottostante, della rete di archiviazione e dei database necessari per lo sviluppo. Il consumatore non gestisce nè controlla l'infrastruttura sottostante, inclusi: rete, server, sistemi operativi, archiviazione.

3.Cloud Infrastructure as a Service (IaaS): al consumatore viene fornita l’intera infrastruttura (server e macchine virtuali, risorse di archiviazione, reti, sistemi operativi). Il cliente non gestisce o controlla l'infrastruttura sottostante, ma controlla i sistemi operativi, archiviazione, applicazioni distribuite e talvolta piccoli componenti di rete.

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Il Cloud viene anche suddiviso in quattro tipologie:

1. Private cloud: il Cloud viene utilizzato da una sola organizzazione, il server e l’hardware possono trovarsi all’interno della struttura aziendale o essere affittate da un fornitore.

2. Community cloud: il Cloud viene condiviso da più organizzazioni che appartengono a una determinata community e che sono tra loro collegate (ad esempio per mission o policy), il server e l’hardware possono trovarsi all’interno delle strutture aziendali o essere affittate da un fornitore.

3. Public cloud: le risorse (di qualsiasi tipo) sono messe a disposizione da un provider di servizi cloud e sono condivise da tutti gli utilizzatori (senza collegamenti o al più appartenenti a una enorme organizzazione aziendale).

4. Hybrid cloud: è un misto tra due o più tipi di cloud, rimangono entità uniche e separate ma che sono collegate da una tecnologia standardizzata che deve garantire la portabilità dei dati.

 

Negli ultimi le potenzialità del Cloud sono diventate oggetto di estremo interesse per i CIO delle società più importanti, all’interno delle “Smart Factory” il Cloud sarà sempre di più un elemento chiave. Si è cominciata a chiamare il Cloud al servizio dell’industria con il nome “Cloud Manufacturing”.

Nel settore manifatturiero il Cloud computing può supportare le aree IT e nuovi modelli di business (ad esempio il pay-as-you-go, una grande flessibilità, una scalabilità più semplice in alto o in basso al variare della domanda, una elevata personalizzazione delle soluzioni). Spesso vengono adottate soluzioni BPM, CRM e ERP.

Il Cloud Computing offre ottime soluzioni per le transazioni B2B, come quelle tra produttore e grossista o grossista e rivenditore. Alcune aziende stanno passando a una logica incentrata sul prodotto a una logica orientata ai servizi, con questo nuovo paradigma le risorse vengono incapsulate nel Cloud e poi gestite in modo centralizzato. Gli utenti possono, interagendo tramite il cloud richiedere servizi come progettazione, produzione, test e così via.

Tra i vantaggi legati al cloud troviamo:

- Costo: non vi sono costi iniziali acquistare l’hardware e il software, vengono inoltre eliminate le spese di mantenimento (energia elettrica, locali, spese di raffreddamento…).

- Velocità: i servizi vengono acquistati in maniera molto veloce (in genere pochi click) quando si presenta la necessità, questo implica anche una minore necessità di spese e tempo impiegati nella progettazione e pianificazione delle capacità necessarie.

- Scalabilità: è molto semplice aumentare o diminuire i servizi richiesti (ad esempio potenza di calcolo, risorse di archiviazione e larghezza di banda…).

- Produttività: le attività legate alla creazione e al mantenimento di una struttura IT sono molte (configurazione dell'hardware, l'applicazione di patch software…), affidandosi a un gestore esterno è lui che si preoccupa di effettuare tutte queste operazioni, il personale IT interno all’azienda è quindi libero di dedicarsi ad attività più importanti.

- Prestazioni: i provider di servizi cloud utilizzano le tecnologie più recente e le mantengono costantemente aggiornate, siccome è quello il loro core business. Questo è impossibile da fare in piccoli data center aziendali, quindi si riescono ad ottenere prestazioni migliori.

- Affidabilità: si riducono i costi di backup, ripristino di emergenza e continuità. I provider eseguono il mirroring dei dati in più siti ridondanti.

- Sicurezza: i provider si occupano di mantenere aggiornati tutti i criteri di sicurezza e implementare le più recenti ed efficienti tecniche di prevenzione.

- Accessibilità remota: i dati e i servizi sono accessibili da qualunque dispositivo e in qualunque luogo purché si disponga di una connessione internet.

 

Vi possono essere anche alcuni svantaggi:

- La scelta del fornitore deve essere accurata, non tutti ad esempio utilizzano il mirroring, questo mette a rischio i dati.

- Non vengono utilizzati sempre gli stessi standard, protocolli e API specifici rendono a volte difficile il passaggio tra diversi fornitori.

- Nessun provider può garantire la sicurezza totale dei dati, bisogna prevedere tutti gli scenari possibili e a volte scegliere di tenere i dati più sensibili in un data center privato.

- L’insufficienza di banda o problemi di rete (anche temporanei) possono costituire un serio problema, recentemente si stanno cercando soluzioni di “edge computing” per gestire porzioni di dati in locale e inviarli al cloud quando la situazione lo consente.

- La gestione dei dati da parte dei provider non è sempre chiara, inoltre spesso i dati risiedono in paesi diversi e le legislazioni possono variare.